Nata nel 1993 Saman Belgioioso (per ulteriori informazioni clikka qui) è accreditata all'accoglienza di 29 ospiti ed attualmente abilitata al trattamento di due tipologie di utenti:
- Persone tossicodipendenti che necessitano di un tipo di intervento centrato sul reinserimento familiare, sociale e lavorativo; (20 posti)
- Persone alcoldipendenti che afferiscono al modulo specialistico "Alcol e polidipendenti", (9 posti)
(NEL FILE PDF ALLEGATO: LA CARTA DEI SERVIZI DELLA SEDE)
MODULI D'INTERVENTO: REINSERIMENTO
Il lavoro svolto in questi anni a Belgioioso può essere considerato come la sperimentazione di un progetto di comunità di reinserimento socio-lavorativo che dà grande spazio anche all’accompagnamento emotivo alla persona.
La comunità di Belgioioso è abilitata ad una fase avanzata del percorso terapeutico; gli utenti che accogliamo sono quelli che hanno già ultimato in un’altra sede la prima parte del programma oppure quelli per cui emerge la necessità di rientrare in comunità pur avendo alle spalle un precedente percorso terapeutico concluso o interrotto.
In situazioni particolari la nostra comunità, inoltre, ospita utenti provenienti direttamente da casa o dal carcere a condizione, però, che abbiano già raggiunto una sufficiente stabilità di comportamento.
Tutti gli ingressi sono filtrati e preparati dagli uffici accoglienza che seguono l’utente in tutte le fasi del percorso terapeutico.
Ogni percorso terapeutico, attraverso un accompagnamento educativo e psicoterapeutico, prevede la costruzione di un progetto personale di vita nell’ambito del quale l’utente possa far emergere e sperimentare competenze relazionali e lavorative.
La cornice non è mai quella di una semplice collocazione lavorativa ma quella di “reinserimento emotivo”, un accompagnamento alla persona che “rientra” nel contesto sociale ed in quello familiare di appartenenza con un ruolo diverso da quello problematico giocato sino ad allora.
Il nostro lavoro prevede, dunque, l’interazione con strutture formative e produttive, l’utilizzo delle occasioni di socializzazioni offerte dal territorio ma, inevitabilmente, anche un’elaborazione della definizione del sé e delle relazioni familiari ed amicali della persona.
Fasi del Percorso
Il percorso terapeutico si struttura a grandi linee in tre fasi in cui risulta fondamentale il sostegno educativo quotidiano, sempre presente ma meno pressante man mano che il programma si avvia allaconclusione; le fasi hanno come filo conduttore l’attenzione ai vissuti emotivi ed alle dinamiche personali e relazionali dell’utente:
a) Un periodo di almeno un mese di accoglienza e reciproca conoscenza;
b) Una fase di sperimentazione protetta a livello lavorativo e sociale e/o di formazione professionale e/o scolarizzazione;
c) Una fase in cui concretamente si lavora sulla preparazione dello svincolo dalla comunità e dunque sulla conclusione del programma terapeutico.
Fase Osservazione
Il primo periodo di permanenza nella struttura è dedicato alla “presa in carico” dell’utente. E’ il momento in cui gli operatori (psicoterapeuti ed educatori) lavorano per favorire l’instaurarsi di una relazione terapeutica in senso ampio; in cui si creano i raccordi con la famiglia , i colleghi della sede di provenienza dell’utente e gli operatori dei servizi di riferimento perché il progetto terapeutico sia il più possibile condiviso. In cui si responsabilizza l’utente rispetto alle scelte per il suo prossimo futuro mettendolo al centro del suo progetto di vita. Questo è anche il momento in cui si valuta, quando non è già in corso, la possibilità di un lavoro psicoterapeutico con la famiglia dell’utente invitandola a condividere ed accompagnare questo passaggio ad una fase del programma più orientata all’autonomia personale. Il lavoro di terapia familiare viene generalmente dai terapeuti dell’accoglienza.
E’ dunque un periodo intenso che segna, tra l’altro, il passaggio da una comunità più strutturata (di fascia A) in cui le attività sono impostate in maniera precisa ed i ritmi sono serrati, ad una comunità in cui si favorisce maggiormente l’autonomia e la capacità di organizzazione personale. Ciò risulta inizialmente destabilizzante per l’utente e c’è bisogno di un periodo di adattamento e “allenamento” prima che quelli che inizialmente vengono vissuti come “tempi morti” che generano ansia divengano spazi da utilizzare per sé.
La conclusione di questo primo periodo è sottolineata concretamente con la stesura da parte dell’utente e dell’educatore di un P.E.I. che si inserisce nel progetto terapeutico più ampio e dove sono riportati a grandi linee gli obiettivi che l’utente intende raggiungere, i tempi e le modalità di realizzazione.
Fase Lavori Protetti
Il passaggio alla seconda fase del programma avviene gradualmente; l’utente comincia ad avere la possibilità di uscire dalla struttura per due pomeriggi a settimana in cui familiarizza con la cittadina usufruendo dei luoghi ed occasioni di socializzazione che essa offre. Può ricevere visite della famiglia e successivamente avrà dei permessi di verifica da trascorrere a casa.
Contemporaneamente viene sempre più responsabilizzato sia all’interno della struttura sia all’esterno, gli vengono infatti affidati lavori protetti monitorati dagli operatori per i quali viene regolarmente retribuito.
Gli utenti motivati vengono aiutati a portare a termine un percorso di studi interrotto dalla tossicodipendenza o da altro disagio con la possibilità di frequentare corsi per il conseguimento del diploma di scuola media inferiore o di maturità.
Il timore nel rapporto con l’esterno, i frequenti vissuti di inadeguatezza nelle relazioni interpersonali, la mancanza di una progettualità reale, il rapporto ed i “richiami” di un sistema familiare a volte incapace di riconoscere i cambiamenti , non ancora pronto a riconoscere uno svincolo, o al contrario, espulsivo, sono tra i temi e vissuti più frequenti su cui in questa fase si lavora a livello psicoterapeutico.
Fase Ricerca Lavoro– Lavoro ( Lo svincolo)
Successivamente, tenendo conto anche delle risorse personali, familiari e sociali si programma con l’utente un ritorno nella propria città d’origine che viene preparato gradualmente prevedendo periodici permessi di verifica preso la famiglia d’origine o nucleare.
Gli utenti che scelgono invece di inserirsi nel territorio vengono sostenuti e guidati dagli educatori della struttura nella ricerca di un’attività lavorativa stabile utilizzando, quand’è possibile, gli spazi ed i rapporti creati nel corso del tempo con le realtà produttive del territorio (cooperative di servizi, piccole e medie aziende artigianali ed industriali , risorse interne all’Associazione Saman).
Attraverso il riconoscimento delle competenze e delle risorse emerse, degli obiettivi raggiunti e dei successi ottenuti è possibile preparare con la persona un progetto di uscita dalla comunità che ancora una volta è un progetto condiviso con i servizi invianti ma soprattutto, se presente, con la famiglia.
Terapia individuale con lo psicologo
Per tutti gli utenti del reinserimento con colloqui a cadenza settimanale.
Intervento educativo
Ad ogni utente è attribuito un operatore di riferimento che deve garantire l'avanzamento del programma, la verifica degli obiettivi, la documentazione degli steps realizzati, lo svolgimento di momenti di valutazione, il mantenimento dei contatti con la famiglia ed i servizi sociosanitari.
Gruppi
Gli utenti residenti nella sede di Belgioioso partecipano a gruppi verbali settimanali suddivisi per le varie fasi del programma:
- fase osservazione: gruppo con cadenza settimanale gestito dall’educatore;
- fase lavori protetti: gruppo con cadenza settimanale gestito alternativamente dallo psicologo e dall’educatore;
- fase ricerca lavoro-lavoro: gruppo serale gestito dallo psicologo.