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“Il filo smarrito” è un programma pensato per utenti tossicomani con comorbilità pischiatrica. E’ così denominato proprio per fotografare il momento di forte crisi che caratterizza la vita della maggior parte degli utenti che arrivano nei Centri di accoglienza Saman con una richiesta di ingresso per una Comunità specialistica: persone che appunto hanno smarrito il filo della loro vita e che chiedono di poter essere aiutati a ritrovarlo. La durata del programma che viene prevista in fase di accoglienza va dai tre ai sei mesi durante i quali l’obiettivo che viene perseguito è il ritrovamento di un funzionamento che consenta alla persona di intraprendere un altro percorso. Tale periodo è eventualmente rinegoziabile in Comunità tenendo conto del livello di motivazione, delle risorse personali e dei legami familiari. Raggiunto tale obiettivo i terapisti, l’utente e i suoi familiari valuteranno insieme come muoversi: se proseguire il programma altrove, presso un’altra sede Saman non specialistica per la doppia patologia o considerare concluso il programma in Comunità. Sempre e comunque è garantita la continuità del trattamento psicoterapico, che fin dall’inizio prevede il coinvolgimento della famiglia e delle persone per lui più significative. Laddove opportuno è garantito il trattamento farmacologico, allo scopo di facilitare l’avvio o il proseguimento del lavoro psicoterapeutico.
L’idea di fondo su cui si articola il programma “Il filo smarrito” è che dal punto di vista psicopatologico l’allontanamento da situazioni di forte tensione vissuta in famiglia o in altre strutture può facilitare un miglioramento del funzionamento della persona. L’adattamento ad una nuova situazione interpersonale, strutturata ma sostanzialmente accogliente e disponibile, come in Comunità, può attenuare i comportamenti caratteristici del sottostante disturbo di personalità. L’esperienza comunitaria non è considerata come l’unico strumento di cura: rappresenta solo un segmento di un percorso di cambiamento iniziato prima dell’ingresso in Comunità e che dovrà proseguire poi. Le Comunità specialistiche rappresentano un luogo dove la persona può valutare più realisticamente le proprie condizioni, può formulare una richiesta d’aiuto più strutturata ed una accettazione più consapevole di terapia.
Per questi motivi ed anche perché sempre più frequentemente si osservano soggetti, soprattutto assuntori di cocaina e di nuove droghe, che arrivano ad una crisi importante anche molto precocemente nella loro storia tossicomanica, Saman nel tempo ha proposto un altro programma per soggetti con doppia diagnosi che inizialmente era destinato agli utenti tossicodipendenti: “Incroci (fermata d’autobus)”.
Si tratta di un programma di breve durata (1-2 mesi) per utenti che accettano di “staccare” da un quotidiano insostenibile in una fase in cui non è possibile valutare le ragioni terapeutiche e la motivazione personale per iniziare un “vero” programma di Comunità. Può essere utilizzato come uno spazio di riflessione e di pausa per persone che vivono fasi di crisi e di incertezza.
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